Titolo originale: Interstellar
Regia: Christopher Nolan
Anno: 2014
Durata:169 MIN
Paese: USA, UK
Genere: sci-fi, drammatico
Trama
In un remoto e parallelo XXI secolo, il pianeta terra sta diventando invivibile a causa dei cambiamenti climatici che hanno ridotto l’ossigeno presente. L’unica coltura che riesce ancora a crescere è il granturco. L’unico modo per far sopravvivere la razza umana è quello di cercare un nuovo pianeta abitabile. Così, Cooper -il protagonista-, un ex ingegnere e pilota della NASA, insieme al resto dell’equipaggio dell’Endurance parte alla ricerca di un pianeta simile a quello terrestre.
Analisi
Un cast piu' che soddisfacente
Per questa recensione voglio partire dal cast in cui compare la figura di Matthew McConaughey, famoso per il ruolo di Rustin Cohle in True detective e per Mark Hanna in “The Wolf of Wall Street”; Anne Hathaway (Amelia Brand) che ha già debuttato in “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”; Jessica Chastain che interpreta la futura Murphy; il mitico Michael Caine, comparso già in Inception (clicca qui se vuoi leggere la recensione) che in questo caso raffigura il professor Brand; Timothée Chalamet (Tom) che abbiamo già visto nella recensione de “Il Re” (la trovi qui); Mackenzie Foy (la piccola Murphy) famosa per il ruolo di Renesmee Cullen in Twilight ed infine non possiamo dimenticarci del mitico e simpatico TARS, il robottino che ha accompagnato gli astronauti per tutto (quasi tutto) il viaggio interstellare che è a tutti gli effetti un personaggio di Interstellar e non un qualcosa di extra, un qualcosa di sacrificabile.
E’ proprio la figura di TARS a creare una sorta di collegamento (proprio come una sorta di wormhole per rimanere in tema) tra il futuro apparentemente distopico e il passato: nonostante il futuro sia protagonista di un evoluzione tecnologica senza pari, sembra essere ancora collegato in qualche modo al passato sulla Terra. Effettivamente il nuovo mondo descritto in Interstellar su un possibile esopianeta appare molto simile a quello terrestre (se non quasi identico): vengono inquadrati alcuni ragazzi giocare a baseball, semplici ospedali, normalissime abitazioni… Christopher Nolan quindi ha cercato di discostarsi il più possibile da quel futuro distopico, dominato da mondi totalmente meccanizzati dove le auto sono state ormai sostitute da super navicelle, gli spazi verdi non esistono più e la razza umana è oramai “sottomessa” dalle macchine da lei stessa create.
Come per le pellicole precedenti, si tratta di un cast completo e super valido (lo si poteva immaginare). Su per giù la performance di quasi tutti gli attori è stata più che soddisfacente ma di sicuro spicca la -a tratti drammatica- figura di Matthew McConaughey (Cooper).
Il lato sentimentale
Di fatto, Interstellar, è uno sci-fi drammatico che pone le sue radici in una sottotrama sottile ma indistruttibile: l’amore tra padre e figlio; per poi proseguire verso l’alto, verso la trama principale: il salvataggio della razza umana. E’ proprio questa sottotrama che, secondo me, ha reso Interstellar una produzione così reale, così umana ma soprattutto memorabile!
Una volta che si diventa genitori, non si è altro che il fantasma del futuro dei propri figli
Caratteristica tipica la possiamo riconoscere nel carattere dei personaggi: evidentemente Nolan ha cercato di rappresentare i vari personaggi attribuendoli temperamenti diversi e a volta contrastanti (basti pensare all’ottimismo e all’altruismo di Cooper; alla sincerità di Amelia Brand; all’egoismo del professor Brand; la presunzione e l’arroganza del dottor Mann; l’intellettualismo di Romilly….). E’ proprio questa “umanità” che contraddistingue la pellicola Nolaniana da film simili.
Gli intrecci temporali: una pellicola piu' reale del previsto
Naturalmente, come da consuetudine, non mancano i tipici giochi temporali, classico Nolan, che rendono sicuramente più complesso il film. Sono proprio questi giochi temporali che potrebbero far storcere il naso a qualcuno in quanto, complicano non di poco il finale, un finale emozionante e a dir poco perfetto. Complessita' che va a sommarsi alle tematiche di fisica quantistica trattate.
Per la scrittura della sceneggiatura infatti ha partecipato anche il fisico Kip Thorne che, nel 2017, ha vinto il premio nobel per la scoperta delle onde gravitazionali. L’intento di Nolan era pertanto quello di realizzare una pellicola “il piu' reale possibile”, nonostante per certi aspetti possa non sembrarlo.
E’ innegabile dire che Nolan è riuscito a gestire quasi tutti questi intrecci temporali in una maniera sopraffina, riuscendo a trasformare ciò che in molti criticano in veri punti di forza, capaci magari di strappare qualche lacrima allo spettatore. Certamente non manco dei lati oscuri all’interno di questi intrecci temporali come la difficilissima questione dell’orologio e del codice morse che il cineasta ha voluto rappresentare.
Sentimenti che vengono accentuati dalle strabilianti riprese (soprattutto quelle del cosmo, realizzate in CGI), realizzate in iMAX 35 e 70mm, da un’ottima e nostalgica colonna sonora scritta dal pluripremiato Hans Zimmere da una fantastica fotografia che riprende ed accentua il tema drammatico. Poco da dire invece, per quanto riguarda gli effetti speciali (ha vinto l’oscar per miglior effetti speciali) che risultano essere affascinanti ed adeguati.
Considerazioni finali
Concludendo consiglio a tutti la visione di Interstellar -anche a coloro che non adorano il genere fantascientifico- in quanto vi posso assicurare che, grazie alla sua “umanità” ed emotività riuscirà a colpirvi e tenervi incollati allo schermo per tutti i suoi 169 minuti.