Mai sentito parlare di real-life thriller? Beh, è stata proprio questa dicitura ad avvicinarmi a Celebrity Hunted, uno show diretto da Alessio Pollacci e distribuito da Prime Video. Perché definirlo uno show e non una serie tv? Il motivo è molto semplice: Celebrity Hunted si avvicina molto di più al genere del reality.
Regole
Partiamo dalle “regole” di questo gioco: i protagonisti sono 8 concorrenti famosi che dovranno scappare, in giro per tutta l’Italia, dagli hunters, una squadra di investigatori professionisti. I concorrenti sono dotati solamente di un telefono di vecchia generazione e una carta di credito che permette prelievi di massimo €70. Il tempo limite è di 14 giorni, al termine dei quali, le celebrità rimaste in gara riceveranno via sms il luogo per l’estrazione: solamente chi riuscirà a raggiungere questa metà riuscirà a vincere una somma in denaro.
Analisi
Un cast completo
Partiamo dal cast che spazia in diversissimi campi: troviamo Francesco Totti, Fedez, lo Youtuber Luis Sal, Francesca Barra, Claudio Santamaria, Cristiano Caccamo, Diana del Bufalo e Costantino della Gherardesca.
Quindi ci troviamo di fronte a un cast variopinto, composto da persone completamente diverse fra loro.
Anche per quanto riguarda gli Hunters troviamo figure molto interessanti in quanto sono strettamente collegate al loro lavoro nella vita reale: troviamo Alfredo Mantici, ex capo del Dipartimento Analisi Strategica del S.I.S.De.; Lorenzo Faletra, hacker etico; Fortunato Lodari, specialista in Cybersecurity; Carlo Biffani, esperto di sicurezza e terrorismo, ex ufficiale paracadutista della Brigata “Folgore”; ecc…
La presenza di figure così specifiche è una peculiarità molto importante in quanto, contribuisce a rendere più veritiera l’intera produzione riuscendo a coinvolgere totalmente lo spettatore che risulta essere affascinato dalle tecniche investigative adottate.
Ritmo veloce, interesse massimo?
Fin dall’inizio la produzione si apre con un ritmo molto veloce che contribuisce ad aumentare l’interesse dello spettatore. Grazie anche all’utilizzo di Gopro, droni e addirittura un elicottero e un aereo-scafo che rendono più dinamico l’intero show. Naturalmente sono presenti anche episodi dove il ritmo cala ma semplicemente per inquadrare meglio un personaggio, un collega o il metodo che i cacciatori devono usare per rintracciare le celebrità (quindi c’è una maggiore attenzione sul lato tecnico).
Realismo: la nota dolente
Siccome si tratta di una produzione, naturalmente i cacciatori NON avevano a disposizione le tecnologie di rintracciamento utilizzate dallo stato, come il controllo delle telecamere di sorveglianza, i tabulati telefonici, triangolazioni satellitari ecc.. Pertanto, tutte le scene “riprese” dalle telecamere di sorveglianza sono finte.
A questo punto potrebbe e dovrebbe sorgervi una domanda: ma se i cacciatori non hanno le tecnologie di rintracciamento dello stato, come fanno effettivamente a rintracciare le celebrità? Bella domanda. Effettivamente il realismo è il maggiore punto negativo della pellicola: se i poteri statali sono solamente replicati, come ha fatto il team degli hunters a rintracciare (per esempio) il telefono di un amico di uno dei partecipanti?
Da ciò potremmo dedurre che l’intero gioco è una finzione ma effettivamente non abbiamo alcuna prova a riguardo, escluso le testimonianze degli attori e dei cameraman.
Altra cosa che non mi ha convinto è il fatto che queste celebrità non vengano mai fermate dai passanti eppure è evidente che siano loro: ora spiegatemi chi non riconoscerebbe e fermerebbe un Totti in giro (a piedi) per Roma. Punto a favore per la strumentazione usata che è davvero incredibile: troviamo addirittura un elicottero e un aereo scafo. Di certo non mancano i colpi di scena che contribuiscono a far salire l’hype, tenendovi incollati allo schermo.