“47 metri” è un film di Johannes Roberts del 2017, disponibile su Netflix e che durante quest’estate ha anche preso posto nella top 10 settimanale della piattaforma attirando l’attenzione di molti utenti.
Questo Thriller, della durata di 87 minuti, potrebbe essere l’ideale per un pomeriggio noioso o se si è alla ricerca di qualcosa di diverso… ma se state cercando un film con una trama ben strutturata e ben fatto, non fa per voi.
Trama
Dopo essere stata mollata dal suo ragazzo Lisa decide di intraprendere un viaggio in Messico insieme alla sorella, per cercare di riflettere e magari ritornare in modo diverso a casa per riconquistare il suo ex che la definiva noiosa. Dopo aver fatto amicizia con due ragazzi della zona, Lisa e Kate accettano l’offerta da parte dei due di un immersione in gabbia per ammirare gli squali da vicino. Lisa all’inizio è un po’ turbata dall’esperienza ma la sorella riesce a tranquillizarla.
Poco dopo l’immersione, il cavo che mantiene la gabbia si spezza facendole sprofondare a 47 metri di profondità in acque infestate da squali, con una riserva di ossigeno per soli 60 minuti.
Analisi
Secondo me l’idea della trama sarebbe potuta essere buona, in quanto diversa rispetto ai soliti “shark-movie”, ma è stata sviluppata male, con molti buchi e a mia detta con un ritmo troppo veloce, sorvolando la caratterizzazione di praticamente tutti i personaggi e non approfondendo più di tanto la storia delle ragazze, passando direttamente alle scene in mare. Il che sarebbe anche potuto essere un punto a favore, perché alla fine le scene che ci tengono attaccati allo schermo sono quelle di azione e di paura, ma secondo me anche quest’ultime sono state scritte male con molte scelte banali e prevedibili, facendo perdere quello che è il senso di un thriller del genere.
Considerazioni finali
Tirando le somme, il film non è del tutto pessimo, in quanto gli effetti speciali sono ben fatti e la durata non è eccessiva. Però secondo me avrebbe potuto avere del potenziale se non ci fossero stati errori banali di scrittura, che si possono facilmente notare durante la pellicola, riguardanti i movimenti dei personaggi nell’acqua che a volte sono troppo rapidi e non seguono un filo logico oppure ad esempio il contatore dell’ossigeno che viene mostrato varie volte senza portare un conto effettivo sensato, scendendo d’un tratto rapidamente oppure rimanendo sempre uguale per scene lunghissime.
Sono comunque errori che si notano durante la visione, ma che ai fini della visibilità non sono un grande problema, ma se ci soffermiamo un attimo a rifletterci notiamo che non hanno molto senso.
E’ stata anche annunciata l’uscito del sequel che ci riporterà ad affrontare i pericoli dei fondali marini, che noi ovviamente vedremo e apprezzeremo parlandone con voi.
Spero che con questa breve introduzione abbia catturato la vostra curiosità, e vi invito a vedere il film , in modo che possiate dare anche voi la vostra opinione, in quanto questo è comunque un mio parere personale.